Murder in Amsterdam: The Death of Theo van Gogh and the Limits of Tolerance
La convivenza tra Islam e Occidente è davvero possibile? Esce finalmente il libro che ha scatenato sui quotidiani di tutto il mondo una violenta...
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La convivenza tra Islam e Occidente è davvero possibile? Esce finalmente il libro che ha scatenato sui quotidiani di tutto il mondo una violenta polemica cui hanno partecipato, oltre a Ian Buruma, Pascal Bruckner, Timothy Garton Ash e Mario Vargas Llosa. Il 2 novembre 2004 un olandese di origine marocchina uccide nel pieno centro di Amsterdam con un coltello e in nome del Corano il regista Theo Van Gogh. Era «colpevole» – lui e la sceneggiatrice somala Ayaan Hirsi Ali [autrice di “Non sottomessa”, Stile libero, 2005] – di aver girato un film ritenuto blasfemo per l’Islam. Per Buruma è un brutale punto di svolta che segna la crisi di un modello di integrazione – il multiculturalismo – in un Paese che vantava di essere un bastione della tolleranza. Che aveva accolto turchi, marocchini, siriani, iraniani, egiziani, cinesi. Dopo quel gesto la crisi politica e identitaria è stata gravissima e ha dato voce a chi urlava che l’Islam è «una religione arretrata», i musulmani «un popolo di bruti», e che non è tollerabile accettare una cultura che tramanda pratiche inaccettabili e violenze. Ma è possibile azzerare le culture di provenienza costringendo gli immigrati ad adeguarsi agli standard culturali occidentali in una sorta di integrazione forzata? Secondo Ian Buruma, tutto ciò è impossibile. E questa presa di posizione è all’origine di uno scontro tra intellettuali di diversa estrazione che ha preso toni di dimenticata durezza. Ma che solo la lettura di questo libro può collocare nella giusta prospettiva.
- Format:
- Pages: pages
- Publication:
- Publisher:
- Edition:First Edition
- Language:eng
- ISBN10:1594201080
- ISBN13:9781594201080
- kindle Asin:B001EGQNF0




